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A Dangerous Method, ovvero promettere la carota e non dare neanche il bastone

Non so voi, ma io ero interessato a vedere A Dangerous Method per un solo motivo: la locandina sprizza threesome da tutti i pori celluloidi. È talmente palese l’intento di suggerire sequenze d’equitazione sudaticcia, che il nome di Cronenberg NON compare neanche su tal locandina (italiana, ché siamo sporcaccioni e inioranti), si sa giusto che il film è di “quel regista di quello e quell’altro” e bon. Già che ci siamo ecco, è una locandina così brutta che in confronto quelle del circo Orfei le espongono al MoMA (chiusa parentesi art faggot).

GENGHE BENGHE!

In realtà non mi aspettavo niente di che, MA dal momento che, da due film a questa parte, il simbatico canadese ci aveva fatto intendere che il suo nuovo hobby preferito era riprendere il cazzo di Viggo Mortensen, le aspettative ci potevano pure stare no? No.

Ai titoli di testa, tanto carucci ed eleganti e vagamente ingannevoli, m’è tornato in mente quanto mi piaceva Cronenberg e un po’ mi sono illuso, ma lui subito s’è affrettato a farmi pat pat sulla testa con apprensione.

Insomma, ci sta Keira Knightley che a quanto pare per rendere una donna affetta da isteria recita solo con la scucchia, roba da far impallidire gli sforzi mussolinici di Brad Pitt in quel film là che se lo monti al contrario è meglio. In più, come da prassi, pure nelle scene dove è lorda di fango è comunque truccata e rassettata alla perfezione, e io da uno che faceva i film coi BUCI DI CULO PARLANTI tutto ciò lo tollero poco. Poi ecco, ci sta lui no, Fassbender, che parliamoci chiaro, nessuno vuol vederlo recitare, si pretendeva solo il suo pene. Pare però che i diritti del suo cazzo li abbia acquistati Steve McQueen, quindi il povero Davide è rimasto a bocca asciutta e noi con lui, e ci tocca sorbire uno Jung meno espressivo della sua pipa che un po’ fa lo zozzo un po’ no, un po’ si imbarazza, un po’ si incazza, un po’ froceggia, un po’ puttaneggia, ma per il resto sembra un sacco che i suoi baffetti siano finti e attaccati con la colla e giusto questo stupore tantrico distoglie dalla noia. Vincent Cassell riesce a fare il grezzo pure nella pubblicità della Lancia, quindi per lui interpretare un dottore drogato come un cavallo, che si scoperebbe pure i buchi delle ciambelle e che con buona pace di tutti muore in maniera molto rocchenrolle non è un problema, non foss’altro che oh wait, è praticamente lo stesso ruolo che interpreta da anni, giassai. Il caro Viggo gigioneggia interpretando  un Freud che si compiace particolarmente nel succhiare avido innumerevoli sigari grossi e marroni: chiaramente pure lui non aspettava l’ora di uscire il pesce, e invece no.

è andata più o meno così.

C’è tanto di sguardi d’intesa fra i due dottori che pure il proiezionista s’è sentito in dovere di urlare NO HOMO a una certa, ma purtroppo niente viene mantenuto.  Il massimo dello zozzume tanto promesso sono dei ceffoni mal assestati al culo della Knightley, che continua a scucchiare imperterrita, mentre Fassbender prima si imbarazza poi ci prende gusto, sempre altalenante come la sua carriera (ZAN ZAN).

Se poi ci aggiungete che ad un generale MASTICAZZI di tutta la faccenda si somma una trattazione della psicologia da bignamino infame mentre tu intanto ti filmi nella testa le improbabili ammucchiate che sarebbero giustamente dovute scaturire da tutto ciò, puoi solo scuotere la testa e ricordare i bei tempi dei BUCI DI CULO PARLANTI, che ci tengo a riscrivere perché è una cosa assai bellissima.

Davide, non sei più quello di una volta.

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