Melancholia, ovvero se non l’hai capito te lo spiego un’altra volta urlando più forte

Lars Von Trier non esiste, sono due cavalli in un costume da uomo. Uno scrive i dialoghi e l’altro dirige. E sono tutt’eddue ciechi.

Come al solito la cifra stilistica è a misura d’ameba e il caro Von si impegna tantissimo nel non impegnarsi manco per il cazzo. È tutto così raffazzonato e trallallero che dialoghi e situazioni sembrano prese da un sito di fan fiction curato da quattordicenni o dalla smemoranda di una goth che ha litigato con i suoi genitori e ascolta i gruppi kattivi che parlano delle robe del demonio.

"Non m'hanno accreditato come sceneggiatore perché niente ha senso comunque."

Non mi sorprende l’atteggiamento da attention whore d’accatto del danese, conscio che senza le sue sparate naziste nessuno lo prenderebbe più in considerazione, visto il brodino insipido che ci serve stavolta, ma servito da un cameriere che si muove al rallentatore mentre i piccioni gli muoiono intorno e il cielo si divide illuminando il piatto finemente intarsiato di arzigogoli arzigogolati a gogo, anche se poi guardi sotto e vedi che l’hanno fatto in vietnam.

" Ho già in mente un nuovo film, si chiamerà 'Negri demmerda' "

Come accennato, lo Snyderismo imperversa imbizzarrito: i primi quindici minuti di film erano probabilmente in origine solo quindici secondi, che sono stati dilatati oscenamente con un ralenti che Zack se lo sogna ancora la notte rendendo il lenzuolo una cialda croccante il giorno dopo. Tutto ciò, da uno che pochi anni fa si sbrodolava addosso decantando il Manifesto Dogma 95.

[Neanche la bandierina da golf era reale!]

In tutto questo si muovono personaggi che manco loro sanno bene perché e per cosa, si riempiono la bocca di dialoghi che era meglio se anche no e compiono azioni talmente random che a confronto American Horror Story acquista subito senso.

Il personaggio interpretato da Kirsten Dunst è creato apposta per far delirare idiozie ai recensori, che immagino abbiano battuto la strada del “una figura femminile nuova! libera da padre padrone, marito oppressore e datore di lavoro strozzino! il ciclo mestrvale! le fasi lunari!”  e cose brutte così. Io e la mia consorte in realtà aspettavamo solo che la Dunst tirasse fuori le tette, ma almeno quelle c’erano, garantisco io. Tutti gli altri personaggi hanno la profondità di un bicchierino da shot e sì insomma gli attori ci si impegnano, ma con dialoghi e storia del genere sembrano comunque tutti annaspare nella palude della tristezza della storia infinita.

Tutto ciò inscritto in uno scenario da Nichilismo For Dummies, in cui il mondo è brutto perché sì e nessuno mi capisce, tutto condito da una messa in scena pomposa accompagnata da musica classica roboante e banale, perché non c’è modo migliore di spiegare qualcosa che sillabarla urlando. Sì insomma, Von Trier tratta i suoi spettatori come una classe di bambini ritardati, mancava lui in persona ad indicare lo schermo urlando “VEDETE, SONO TRISTI E DISPERATI! GUARDATE COME È TUTTO LENTO E SOLENNE! C’ È PURE LA MUSICA TRISTE, CAPITO?”

Ora non voglio spoilerare i lolloni, perché anche qua si ride parecchio, ma dico solo che a un certo punto del film LEI che è donna nuova e fighissima e yeppa dice serissima che SA LE COSE e le sa PERCHE SI e insomma, non dico l’evento scatenante, ma ci stanno di mezzo i legumi.

Detto ciò, stampatevi in fronte a ferro e fuoco che l’unica Melancholia è quella di Lav Diaz e William Basinski, da bravi.

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20 commenti

Archiviato in le cose brutte di una volta, ma anche no, opinioni non retribuite

20 risposte a “Melancholia, ovvero se non l’hai capito te lo spiego un’altra volta urlando più forte

  1. Ti confesso che molti punti della tua recensione (o riflessione:D), specie nella parte iniziale e in quella dove parli del Nichilismo for Dummies, sono state le mie riflessioni quando ho visto “Antichrist” dello stesso Von Trier:D
    Melancholia ancora lo devo vedere, ma nel nostro blog è stato già recensito nella maniera “una figura femminile nuova! libera da padre padrone, marito oppressore e datore di lavoro strozzino! il ciclo mestrvale! le fasi lunari!” e cose brutte così:D
    Comunque mi sono spanciato:D. Leggo sempre i tuoi interventi e, ache se molte volte non mi trovano d’accordo, mi fanno ridere lo stesso perchè sai trovare i vari punti su cui fare dell’ottima ironia e dell’ottimo sarcasmo. Complimenti:D

    • eh io antichrist non l’ho visto, ma mi hanno detto che quello era witchcraft feminism for dummies quindi so cosa aspettarmi, oltre alle scopate al ralenti e la volpe morta che dice il caos fregna. ringrazio per i complimenti e bon, fra poco tocca a sorrentino, non ce n’è per nessuno, ché non mi funziona l’acqua calda in casa e mi devo sfogare.

  2. Federico T.

    ma imparare a scrivere senza strafalcioni grammaticali prima di sparare merda su merda su di un genio TOTALE no?

  3. Ma la madonna, non è possibile, io non so cosa cazzo farci con questo film di von coso lì…
    e chi dice capolavoro! chi dice, scarica di diarrea.
    Che poi io von coso non l’ho mai sopportato e antichrist manco l’ ho visto, che mi fa paura che quelli si tagliano i gioielli e spruzza troppo sangue.
    Di chi mi fido, adesso?

    • Non fidarti di nessuno, fidati del tuo istinto:D. Se ti vien di vederlo, guardalo. Sennò non muore nessuno:D

    • ma perché von coso faffigo citarlo no, cioé è DANESE, ma dove starà mai sta danimarca, è esotico! è TOTALE! è visionario! se in nekromantik si piscia sangue è trash, se in von coso si piscia sangue è ARTE, INTROSPEZIONE PISSICOLOGGICA, IL FEMMININO, LA NUOVA DONNA!
      cioé davvero a sti ultimi giri sembra davvero Snyder per gente con gli occhiali, a loro basta gettare due aggettivi ed è capolavoro. mi raccomando eh, TOTALE!

      • Federico T.

        fa figo anche scrivere accostando termini in italiano e in inglese e sparare minchiate varie accostando un film underground come nekromantik con budget zero a film come melancholia che sono costati parecchi ma parecchi soldi . pensa prima di scrivere Mr. rinco de noaltri .

  4. infatti fa ridere come nekromantik sia girato col culo e abbia ben più dignità di melancholia che sono parecchi ma parecchi soldi buttati nel cesso. sta cosa dell’accostare termini italiani e inglesi mi fa tanto ridere, ma tu mangi i sandwich o i TRAMEZZINI? a proposito, rileggi ciò che hai scritto e poi fai seppuku, cunt.

  5. Federico T.

    ho capito scusami sei un sostenitore dei cinepanettoni all’italiana , hai il poster di jerry calà in cameretta e ti masturbi con i film di lino banfi e alvero vitali., scusami ancora

    PS. guardati Der todesking (quello è un film molto meglio di nekromantik)

    passo e chiudo ..

    • mi piace molto la dialettica di chi arriva, non argomenta, insulta e poi trae conclusioni di stocazzo. fermo restando che io ironizzavo sul concetto artistico e tu mona che non sei altro l’hai messa subito sui soldi, der todesking è meglio di nekromantik e schramm è meglio di der todesking, parliamo pure dei cortometraggi di buttgereit? è inutile battere le ossa una contro l’altra, devi pure riuscire a pensare qualcosa di interessante eh. comunque ora prendo un tassì, ché il taxi è roba da froci, a noi!

  6. Federico T.

    si scrive sto cazzo ! idiota non stocazzo tutto attaccato.. nemmeno le parolacce sai scrivere?

    ma che nerd sei? se ti si rompe il pc ti suicidi? non hai altro ?

  7. L’ ho visto.
    Mi picchi tanto forte a farmi male se ti dico che la seconda parte e il finale mi son piaciuti (se si escludono i dialoghi sui fagioli, ovvio).

  8. la Dunst che piscia al chiaro di luna però non ha prezzo.
    Chissà le pippe che si son fatti i critici vedendo quella scena.
    E perché mangiano zuppa di cipolle a muzzo?

  9. ho apprezzato molto lars ai tempi di epidemic, europa, kingdom, idioti eccetera. detto questo non credo che oggi sia presuntuoso, solo realmente depresso, forse anche terrorizzato dall’aver perso quella genialità e quell’irriverenza che lo contraddistinguevano da giovane. detto questo, il commento è per concordare sull’unica melancholia possibile come lav diaz e basinski. quanto all’ultimo tarr, è a mille milioni di miglia da chiunque, direi nell’iperspazio

    • ma infatti per dire, non conosco bene l’opera di von trier, ma ricordo benissimo la sua medea e come fosse efficace pur essendo realizzata in piccolo. ora invece cerca di pompare il tutto col digitale, che per inciso non è l’anticristo del cinema e va benissimo se usato come si deve, ma trier non riesce ad andare oltre il didascalico. diaz e basinski, oltre a condividere il nome dell’opera, dimostrano che non c’è bisogno dell’overtoure del tristano e isotta a volume massimo sopra a scene mandate al ralenti realizzate col computer della nasa per smuovere lo spettatore. tarr sta sopra a tutti e se ne sbatte giustamente il cazzo delle quisquilie.

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